Carlo Gelmetti – Il fuoco di Sant’Antonio: Storia, tradizioni e medicina (2007)

Molto prima che ciò fosse una pratica comune tra i cristiani, Antonio praticò l’ascetismo nel deserto ad imitazione di Cristo e le sue tentazioni demoniache descritte nella biografia scritta da Sant’Atanasio hanno costituito il tema favorito di molti pittori ed ispirato “La Tentation de Saint Antoine” di Gustave Flaubert. Padrone del fuoco e protettore degli animali, viene spesso raffigurato con accanto una fiamma ed un maialino, ragione per cui è anche chiamato “Sant’Antonio del porcello”. Egli era il santo prediletto dai contadini ed inoltre patrono dei cestai, dei macellai, dei ceramisti e di molte altre professioni, ma era famoso soprattutto per le sue capacità curative sì da divenire il santo taumaturgo per eccellenza. L’ergotismo, l’eresipela e l’herpes zoster sono i tre disturbi più importanti che sono stati riconosciuti nei secoli. Ancora oggi, in Italia, l’herpes zoster è comunemente chiamato “Fuoco di Sant’Antonio”.

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