L’eta’ d’ombra (Alessandro 1998-05)

L’eta’ d’ombra (Alessandro 1998-05)
CBR
È un mondo corroso da piogge velenose quello sul quale spendono le loro monotone e impaurite esistenze gli ‘Oms, gli abitanti del crepuscolo. Vivono rintanati nelle loro abitazioni sebbene capiti di tanto in tanto che anche gli ‘Oms, ubriachi di noia, escano per le strade. L’aumento dell’inquinamento ambientale esterno ha spinto alla costruzione di cupole sigillate, dentro le quali vivere nel più completo isolamento. Un flautista ancora ricorda l’esistenza di un libro nel quale si raccontava di un’era anteriore a quella ‘Oms. Talvolta qualcuno di loro rompe la rigidità di quell’esistenza e compie azioni uniche, come quello che riporta nel mondo, dal mito, la Mandragora.
Dal mito, e con citazione chiara di un racconto di Harlan Hellison, riemerge anche la bestia primordiale che gridava al mondo “amore”; ma coloro che abitano nella città odono solo un ruggito e non capiscono, reagendo con la violenza, l’unico modo che conoscono per reagire alle proprie paure. Gli ‘Oms costituiscono forse l’involuzione del genere umano. Affidate alle macchine, man mano che la conoscenza e la memoria si affievoliscono nella mente degli uomini questi diventano degli ‘Oms, un’umanità ridotta alla sua espressione più semplice, ripiegata su se stessa, che ha dimenticato il mare, pietrificato l’anima e si è avviata verso il decadimento totale.
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