Maria Chiara Pievatolo – La giustizia degli invisibili. L’identificazione del soggetto morale a ripartire da Kant (1999)

Kant pensa che il comportamento libero non possa essere descritto e che le leggi della morale e del diritto debbano essere formulate in modo tale da rispettare la libertà di tutti coloro che ne sono soggetti. Questo modo di ragionare offre strumenti per discutere di etica e di politica anche con persone i cui modelli morali sono molto diversi dai nostri. Ma se il soggetto dell’etica e della politica deve essere pensato come un soggetto libero, una filosofia pratica così impostata non può “vedere” coloro di cui parla. E’ possibile costruire un’etica e una politica che assumano la soggettività morale come un problema?

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