Rino Pumolo – UNA PALLOTTOLA RISPARMIATA: Le indagini del maresciallo Valverde

Squilla il telefono, e il maresciallo Valverde deve correre in via Agrigento, presso un cantiere edile, dove si lavora per la costruzione d’una palazzina. Dall’alto d’un ponteggio, alto dieci metri, pende il corpo di un impiccato: è Astolfo Camone, il figlio dell’impresario che ha in appalto quei lavori. Una cosa del genere non s’era mai vista, e nessuno avrebbe immaginato che potesse accadere a Tavisa. Chi aveva impiccato il giovane lassù e perché? Il maresciallo e il capitano del RIS dicono ch’è stato ucciso a terra ed è stato impiccato da morto. L’impresario Fausto Camone, da tutti conosciuto come usuraio, arrogante e prepotente, ha molti nemici, perciò le indagini si presentano difficili. Vengono uccisi due presunti colpevoli e i colpi di scena non mancano. Sul luogo del delitto era stato notato un giovane barbuto su un’auto verde, per molti giorni. Era evidente che aveva spiato le mosse e le abitudini dell’impiccato. Dopo il misfatto non s’era più visto. Dalle riprese della telecamera della banca si vede la scena del delitto e due persone implicate nell’omicidio: un barbuto e un nero. Il maresciallo conosce il nero, lo sottopone ad interrogatorio e viene fuori una storia del passato. Il nero dice di non conoscere il suo complice, e la storia prende un’altra piega. Un articolo del “Notiziario di Gorizia” apre un’altra pista e il maresciallo parte per Gorizia, dove il capitano Guerrero, del NIS, lo mette a conoscenza di un piano top secret, e il maresciallo deve seguire un’altra pista, con la collaborazione di due colleghi del NIS. Ancora una volta ci sono altri colpi di scena, e alla fine si scopre che non è tutto com’era sembrato all’inizio.

Download
Loading...